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I laghi ghiacciati

Vigili del Fuoco > Addestramenti



Questo tipo di addestramento su lago ghiacciato è svolto da personale VV.F con abilitazione SAF Fluviale, simulando con specifiche e diverse manovre un recupero di una persona caduta in acqua in seguito alla rottura del ghiaccio con l'ausilio di: idrocostume stagno, corde, fettucce, moschettoni, piccozza, ramponi particolari, chiodi da ghiaccio, gommone da rafting e tavola spinale.
Le problematiche legate alle condizioni della coltre ghiacciata, della distanza dalla riva, della temperatura e delle condizioni meteo possono complicare l'intervento e allungare i tempi di recupero, e di conseguenza la scelta della manovra da attuare è valutata al momento. In altri casi -quando è possibile- può essere più utile e sbrigativo fare intervenire il Nucleo Elicotteri con a bordo personale con abilitazione SAF 2B per effettuare il recupero mediante il verricello.

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Recupero semplice del pericolante

In questa manovra il soccorritore si avvicina al pericolante in acqua vincolato alla corda da lancio trattenuto da altri operatori in zona sicura. Il pericolante sarà avvicinato e girato di spalle per essere agganciato sotto le braccia con una fettuccia, e poi vincolato alla corda principale. Gli operatori a distanza potranno così recuperare soccorritore e pericolante tirando la fune senza fare sforzi particolari grazie allo scivolamento sul ghiaccio.


L'IPOTERMIA

E'un evento che si manifesta quando la temperatura corporea scende al di sotto della normalità modificando il metabolismo. Gli stadi di gravità possono variare in funzione delle condizioni ambientali in cui si trova l'individuo: vento, umidità, bassa temperatura...
La classificazione dell'evoluzione è considerata:
-
lieve quando la temperatura corporea è compresa da 36 a 34°C. Si nota una certa confusione mentale, brividi, aumento della diuresi, vasocostrizione.
-
moderata quando la temperatura corporea è compresa da 34 a 30°C. I sintomi riguardano una diminuzione dello stato di vigilanza, della respirazione, aumento del tono muscolare, dilatazione della pupilla, battito cardiaco irregolare (bradicardia e aritmia).
-
grave quando la temperatura corporea scende sotto i 30°C. In questi casi subentrano complicazioni che possono essere letali se non trattate immediatamente: coma, apnea, flaccidità muscolare, fibrillazione ventricolare.
Inoltre l'ipotermia è considerata
acuta quando la temperatura corporea scende bruscamente (esempio in caso di caduta in acque gelide), e cronica quando scende gradualmente durante un tempo prolungato.
I primi trattamenti da attuare sulla vittima in ipotermia (in attesa dei soccorsi sanitari) consistono nel trasportare delicatamente la stessa in luogo possibilmente asciutto e riparato. E'necessario togliere i vestiti bagnati e coprirla con coperte, somministrando, se cosciente, bevande calde non alcoliche. E'importante sapere che la testa è la parte del corpo che disperde circa il 40% del calore corporeo. Il riscaldamento del corpo deve avvenire gradualmente partendo dal tronco, e in secondo luogo gli arti. Diversamente, la vasodilatazione periferica potrebbe generare ipotensione a livello centrale causando fibrillazione ventricolare. Se la vittima si trova in stato di incoscienza va tenuta sorvegliata, assicurandosi che siano mantenute spontaneamente le funzioni vitali. Contrariamente provvedere con la manovra di rianimazione cardio-polmonare (BLS).



Recupero del pericolante con
l'ausilio della tavola spinale

In questa manovra l'utilizzo della tavola spinale assume diverse funzioni a vantaggio della movimentazione del soccorritore e del pericolante. Durante l'avvicinamento alla vittima, l'operatore può servirsi della tavola spinale come piano di appoggio lasciandosi scivolare sul ghiaccio. In questo caso il peso che grava sulla lastra sarà maggiormente distribuito su una superficie più ampia riducendo il rischio di rottura della coltre ghiacciata. La tavola spinale e il soccorritore sono preventivamente vincolati alla corda da lancio trattenuta da altri operatori posti in zona sicura. Ragginto il pericolante si provvede a girarlo di spalle per vincolarlo attraverso una fettuccia passante sotto le braccia, che sarà poi agganciata alla spinale. Questa viene immersa in verticale facendola appoggiare alla schiena della vittima. Quando è messa correttamente gli operatori possono iniziare il recupero tirando la fune.


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L'IDROCOSTUME STAGNO

E'un dispositivo di protezione individuale (DPI) progettato per le ricerche e i recuperi in ambiente acquatico di superficie proteggendo l'operatore dall'ipotermia e dall'annegamento. Si indossa sopra la divisa da lavoro, abbinato ad altri corredi quali giubbotto salvagente, scarponcini in cordura, guanti e cappuccio in neoprene, casco.
La tuta intera è costruita in nylon spalmato antistrappo con rinforzi in dupratex, ed è provvista di cerniera, polsini e collo in lattice che la rendono stagna e particolarmente adatta alla presenza di acque inquinate.
Il giubbotto di galleggiamento oltre a sostenere l'operatore, è dotato di porta materiali e di una cinghia a sgancio rapido per il vincolo alla corda di lavoro.


Le due immagini mostrano la vestizione dell'idrocostume e un operatore nelle acque ghiacciate di un lago.


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RECUPERO CON L'ELICOTTERO

Quando le condizioni ambientali e meteo lo consentono, l'utilizzo dell'elicottero per il recupero di un pericolante è certamente più veloce. A bordo del velivolo operano soccorritori SAF 2B, abilitati ad essere verricellati. In questa manovra l'elicottero si posiziona in hovering sopra la vittima caduta in acqua, e un soccorritore vestito con idrocostume (o muta subacquea) e imbracatura da lavoro è calato in acqua con il verricello. Vincola il pericolante con una longe sotto le braccia, la aggancia al verricello e segnala al tecnico che sono pronti per il recupero a bordo.



ELICOTTERO VF A 109 POWER
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