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Corno Rat (Lc)

Vie Ferrate

30° O.S.A AL CORNO RAT

Questa Via Ferrata, fu aperta sulla parete del Corno Rat nel 1981, dai Gruppi alpinistici Panda e OSA. Sostanzialmente è suddivisa in due parti. La prima risale il tratto impegnativo del Sasso GG OSA, attrezzato con catene, cavi metallici e pioli di ferro, che agevolano la scalata sui passaggi lisci e verticali, superando un dislivello di 192 metri. Dalla sommità, un sentiero verso sinistra conduce all'attacco della seconda parte dell'itinerario, che sale in vetta al Corno Rat superando placche, traversi e diedri con un dislivello di 326 metri. E' un tratto quasi interamente verticale, e presenta passaggi molto esposti ma ben attrezzati. Dalla vetta del Corno Rat è possibile proseguire verso i Corni di Canzo seguendo dei tratti di sentiero attrezzato, oppure scendere a San Tomaso e incrociare nuovamente la via di salita.
Si ringraziano Elena, Sofia, Claudia, Luciano, Dario e Marco per aver gentilmente permesso la fotodocumentazione della salita.


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La buona tavola



TRACCE CONTADINE NEL COMPRENSORIO DI VALMADRERA E DEL CORNIZZOLO

Un tempo, sulle pendici di queste belle montagne che si affacciano sui laghi Briantei, l'attività contadina consentiva il sostentamento familiare. I pendii ripidi furono terrazzati e delimitati da muretti a secco, per ricavare piccoli appezzamenti di terra da adibire a pascolo, e terreno agricolo per le coltivazioni. Oggi queste attività sono obsolete, e la natura ha trasformato in boschi le terre lavorate di allora. Risalendo i sentieri, si scorgono le tracce incolte del passato tra la vegetazione. Di notevole interesse rurale sono le Casotte e i Caselli del latte. Le prime sono delle costruzioni di pietra locale a forma di igloo, più o meno grandi, che avevano diverse funzioni. Alcune servivano come depositi attrezzi sui pascoli, altre come ricoveri in caso di brutto tempo; altre più confortevoli, ma comunque spartane, erano allestite per passare la notte in quota. Le seconde invece erano adibite per la conservazione dei formaggi e del latte fresco, tipici prodotti locali ricavati dall'allevamento di mucche e capre. Negli ultimi anni è stato fatto un censimento su questi manufatti; molti sono stati recuperati e messi in sicurezza, segnalati da cartelli in legno che riportano i nomi in dialetto locale. Lungo i sentieri capita spesso di trovarsi di fronte a qualche costruzione del passato, ed è bello soffermarsi un istante ad osservarle. Sul pianoro di San Tomaso c'è un bellissimo agglomerato rurale con un lavatoio coperto. Alcuni casolari appartengono all'Agriturismo Rusconi, che svolge attività di ristoro, di allevamento di bestiame e coltivazione della terra. In loco si trova anche un piccolo museo etnografico che rievoca le memorie contadine dei tempi che furono.


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